Paola

Ciao a tutti,
Mi chiamo Paola, sono una scollocata autodidatta. Ho intrapreso questo percorso rinunciando al mio lavoro (di responsabilità, non molto ben remunerato ma altamente sicuro) ed alla possibilità di carriera, in un momento propizio dal punto di vista lavorativo: godevo della stima dei miei superiori, ero avviata verso progetti che avrebbero certamente dato slancio alla mia carriera. Ho sorpreso tutti con questa decisione di lasciare tutto; non ho sorpreso però i miei amici e le persone a me più vicine.
Consiglio di leggere Serge Latouche, l’economista e filosofo francese che parla di decrescita felice. Leggere le sue argomentazioni filosofiche e dunque logiche sul perché della decrescita, è stato per me un momento illuminante. Poi un giorno, mentre ero imbottigliata in tangenziale, ho ascoltato l’intervista fatta a Simone Perotti che presentava “Adesso Basta!" a Farheneit, Radio 3. Mi sono sentita veramente in sintonia con quello che diceva lui. Anche io ero lì, dove si era trovato lui qualche anno prima. Tangenziale di un’altra città, stesso spirito, stesso desiderio di fuga.
Non ho voluto leggere il suo libro. Mi sono ripromessa però di farlo dopo aver lasciato tutto. Come dire: sentivo di non volere un manuale all’uso. Avrei dopo raffrontato le mie esperienza con le sue.
Lo scorso anno dunque, alla fine dell’inverno, ho rassegnato le dimissioni: ho rinunciato al lavoro certo, ai contributi per la pensione… sono scesa da un treno su cui molti non riescono neanche a salire. Incosciente o coraggiosa, chissà. Ho provato un immediato senso di leggerezza, una felicità ed un’aria di libertà rigeneranti. Mi sono detta: per quanto mi trovi a metà dei miei 40 anni, voglio scrivere ancora un po’ io le pagine bianche della mia vita. Voglio stare di più con i miei figli, figli amatissimi e voluti, ma un pò sacrificati. Li ho avuti entrambi tardi, ma con grande consapevolezza: allora mi devo godere appieno questo pezzo fondamentale di vita.
Tra un pò sarà passato 1 anno dalla mia apparente inattività. Risultati: ho capito quanto mi costava lavorare (certo, mio marito non può fare la stessa scelta mia… mi rendo conto di essere una privilegiata): la nostra situazione economica è cambiata impercettibilmente (…se lavoravo per dare un contributo economico alla famiglia, direi quasi che era una fregatura!); ho ripreso a studiare; ho quasi ultimato il restauro del mio vecchio soggiorno: ho imparato da sola, un pò leggendo, un pò consultando un’amica restauratrice. Il risultato è apprezzabilissimo. Infine ho trovato un pezzo di terra da coltivare, e sto imparando a farlo (e ne sono fiera).
Dunque: tutto questo, sommato al tempo speso con i miei figli… ma chi ha modo di annoiarsi? A me semmai il tempo a volte continua a non bastare…
Insieme a tutto questo, ed in considerazione che ho lavorato sempre nel settore del turismo, a settembre accompagnerò un piccolo gruppo di viaggiatori (non turisti) con un’amica, che vorrebbe intraprendere questo cammino professionalmente (con me? sarebbe bellissimo). Sarà un esperimento lavorativo, una prova pilota…
Un augurio a tutti gli scollocati di ritrovare se stessi, e la serenità perduta. E poi il tempo, il senso del tempo. Non perdere tempo…